Indice Forum L\'Associazione La Rivista in Movimento Racconti degli utenti Topic sulla scrittura e altro
Cos\'è A.S.I.MOV. Statuto Iniziative Gli Autori Asimov Biblioteca A.S.I.MOV. Iscriviti all\'Associazione
I raduni A.S.I.MOV. Foto dei Raduni Forum Raduni Reportage sui Raduni Raduni virtuali:la chat!
L\'Antologia A.S.I.MOV. A-Zine La Rivista Movimento
Racconti degli utenti I siti degli utenti La WIKI dello Scrittore Concorsi nel web Echoes Strumenti: per il blocco dello scrittore
Libri Eventi News A-Zine L\'A.S.I.MOV.. Raduni
FAQ Termini di utilizzo Diventare Socio Registrati Help
Profilo Messaggi Privati Consiglia questo sito Disconnetti

____________________________________________________________________________________________________________________

iscriviti
Scopri come diventare
uno scrittore in movimento



CONCORSO GRATUITO

Per festeggiare un anno di attività
A.S.I.MOV. organizza il concorso
BUON A-ZINE.
Il racconto più votato verrà
pubblicato nel numero speciale dell'A-ZINE A.S.I.MOV.
e distribuito in tutta Italia!


 

Ecco l'intervista ad A.S.I.MOV.
dopo il Terzo raduno nazionale
ad Agropoli (SA)


RADUNI

Cerca in WikiPedia

made for PHP-Nuke
by Claus Bamberg


A.S.I.MOV. SU YOUTUBE:



A.S.I.MOV. SU MYSPACE:


A.S.I.MOV. - Associazione Scrittori in Movimento: Forums

A.S.I.MOV. :: Leggi il Topic - [Romanzo in capitoli] L'attacco del Cobra

Indice del forum

FAQ FAQCerca CercaLista degli utenti Lista degli utentiGruppi utenti Gruppi utenti

 Profilo Profilo Messaggi Privati Messaggi Privati Login Login

Successivo
Precedente
Nuovo Topic   Rispondi  Indice del forum » In scribendo
Autore Messaggio
kiwi65
Grafomane
Grafomane


Registrato: Nov 27, 2007
Messaggi: 652
Località: ...qualche parte del pianeta morente

MessaggioInviato: Ven Ago 08, 2008 5:07 pm Rispondi citando Back to top

Vi posto qualche capitolo di una storia che sto provando a buttare giù. Siamo ancora a livello di schema, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, se avete voglia di leggerlo.
Ciao Laughing
Piero
*-------------------------------------------------------------------------*

Capitolo 1 - Giulia_e_Carla_litigano_al_telefono

“No, non può essere!”.

Giulia fa un salto sulla sedia. Aveva sperato che non succedesse ancora, ma evidentemente certe cose devono succedere. Devono. Ma si può essere più stupidi, pensa.

Ora mi sente. “Scendo dieci minuti” dice passando come una furia davanti alla rana dalla bocca larga. “Ok”, gli fa eco Marco, due scrivanie più dietro.

L’ascensore si chiude con la solita lentezza esasperante. Ma che aspettano a cambiarlo? Hanno mai contato il tempo che si perde usando questo arnese? Moltiplicato per tutta la gente che lo usa verranno fuori decine di ore di lavoro perse.

Seduta al tavolo del bar, rilegge il messaggio per essere sicura. “Giù, sono uscita con Dani… poi ti racconto!” Dani, Dani, ma perché le donne sono cosi’ stupide? Questa volta Carla ha resistito ben tre mesi prima di rivederlo e dio solo sa quanta fatica gli era costata. Serate intere davanti ad una pizza a dissuaderla. No. Proprio no. Non poteva finire cosi’.

“Carla ti ammazzo!” L’urlo di Giulia è cosi’ forte che c’è un attimo di silenzio nel bar affollato. Povera Carla, quante ne doveva sentire ancora. Lo sfogo di Giulia dura il tempo del caffè, della cassa, di due isolati andata e ritorno.

“Basta, fammi parlare!” implora Carla con la sua vocina “questa volta è diverso!”

“Si certo. Questa volta è diverso. Come è stato diverso le ultime tre volte!”

La rassegnazione di Giulia ha ormai preso il posto della rabbia. “Ci sentiamo!”

Carla riattacca e Giulia riprende l’ascensore più lento dell’universo per tornare su… si accettano scommesse, pensa.

Quanto durerà? Fa una rapida statistica sulle ultime esperienze e conclude: gli do due settimane. Poi si ricomincia daccapo.

“Giulia, ti cercano tutti. Richiama tutti!”. Marco gli fa la solita battuta scema. “Dopo” taglia corto.

“Giulia, ti ha cercato anche il capo, urgentissimamente!” carica la rana dalla bocca larga. Aspetterà anche lui. Ora non è il momento. Ho una cosa da finire.

Capitolo 2 - Primo_incontro_di_Tommy_con_l'ingegnere

Tommy cancella le ultime e-mail dalla casella. Accidenti quanta immondizia. Ma non esiste un sistema efficace per evitare di togliere ogni giorno tutta questa robaccia?

Fatto. Ci vuole un caffè.

Non sono nato per fare la spia. Mi sto cagando sotto, pensa Tommy mentre sorseggia il suo decaffeinato. I soldi mi servono subito e questo è il solo motivo. Appuntamento oggi alle cinque davanti all’edicola di Piazza del popolo. Certo è strano che tutta questa tecnologia invece di liberarci ci incatena. Se telefoni ti intercettano. Se scrivi le e-mail le leggono. Carta e penna, gli ha suggerito l’ingegnere.

Carta e penna? Ma si usa ancora la carta? Mah…

Mentre passava e ripassava a memoria la formula del tribepam per scriverla davanti all’ingegnere, una donna seduta al tavolo del bar urla al telefono di voler ammazzare qualcuno… ah, è Giulia del marketing… chissà con chi ce l’ha…

“Che macchina!” pensa Tommy alla vista della BMW dell’ingegnere. “Come si vede chi non vive di stipendio…”

Strano tipo, l’ingegnere… da quello che si era capito, la sua occupazione principale era carpire segreti industriali e rivenderli al migliore offerente… aveva agganciato Tommy per altri scopi (Tommy gli piaceva, e molto) in un locale, ma da quel punto di vista non c’è stato niente da fare. Però l’ingegnere è simpatico e ci sa comunque fare. Ha convinto Tommy a fare questa cosa. Una convergenza di interessi. A Tommy piace la bella vita, ma con mille euro al mese la vita è davvero poco bella. L’ingegnere ha indovinato subito la leva da usare… cinquemila euro prima del lavoro, il resto dopo. Per far vedere che non è uno scherzo. Tommy non aveva mai visto tante banconote da cinquanta euro tutte assieme.

Con gli altri quarantacinquemila euro avrebbe potuto andare a vivere da solo, visto che almeno per un po’ non avrebbe avuto problemi di soldi…

“Ok, lavoriamo”. L’ingegnere accosta sulla corsia di emergenza. Tommy prende il blocco e inizia a scrivere.

“Beh? Ci hai ripensato?”

“Ho un vuoto di memoria!”

“Ok, fai con calma. Faccio una telefonata.”

Cazzo. Mi manca l’ultimo componente, pensa Tommy, mentre l’ingegnere si sta lavorando per bene qualcuno al telefono.

Sarà l’emozione. Non ho mai fatto una cosa del genere.

“Guarda. Ho qui il resto.” Fa l’ingegnere, chiudendo la telefonata. Tira fuori dalla tasca un altro blocchetto di biglietti da cinquanta, più corposo di quello dell’altra volta.

A quella vista, la penna di Tommy riparte automaticamente: ”Potassio, venti milligrammi”. Punto.

Tommy sbandiera trionfante il foglio con la formula. “Ben fatto!” Tommy fa frullare il mazzo di banconote nelle mani come un giocatore di poker.

“Sono solo quindicimila” avverte l’ing, “dopo i primi test avrai il resto”

“NO!” esplode Tommy, lanciando la mano verso il foglio, prontamente allontanato dall’ing.

“Calma, calma. Come facciamo a sapere se quello che hai scritto è OK? Dobbiamo tutelarci in qualche maniera! Hai o no fiducia in me?”

Tommy valuta rapidamente la situazione. L’ing ha sui cinquanta ed è ben piazzato. Se gli metto le mani addosso con ogni probabilità mi pesta come un tappeto… ventimila ce li ho…

“… e poi che non ti fidi? Ti ho mai raccontato cazzate?”

“Si, ma quando mi dai il resto?”

“Dieci giorni.”

Dieci giorni, pensa. Un’ enormità. Ma non ci si può fare nulla. Ho le chiappe al vento ora. Se si viene a sapere da me mi licenziano in tronco, se non mi fanno arrestare… cazzo che ho fatto. Cazzo! Cazzo!

“Ci vieni giovedi’ al Blue Shadow? C’è una bella festa!”

L’ing interrompe i suoi pensieri, accostando. “Dai, ti aspetto”

“Lo sai che non mi piacciono quelle feste”, fa Tommy

“Non ti preoccupare, ci sono anche un paio di mie amiche che dovresti conoscere…”

Eh già. Chissà perché, le checche sono sempre assieme a donne strafighe…

“Vabbè, ci vediamo”

“Giovedi’. Ciao”

Capitolo 3 - Giulia_e_Michelle

Mentre Tommy si avvia verso casa immerso nei suoi pensieri, qualcuno sta ancora lavorando.

“Giulia, domani ho la riunione. Mi dai quel report?”

Ecco, la voce che non avrebbe mai voluto sentire. Michelle, il suo capo, stava aspettando quel maledetto excel carico di dati per presentarlo agli altri managers il giorno dopo.

Che donna Michelle. E lo pensava un’altra donna, non un uomo. Cinquantenne, un figlio di vent’anni, un marito fuggito con una russa con due gambe cosi’, era ancora una donna che quando passava nei corridoi gli uomini smettevano di parlare per guardarla.

Lei non è una bambola, ma ha una carica sessuale impressionante. Sempre elegante e mai eccessiva, camicette sempre aperte al punto giusto e voce profonda, riduceva qualsiasi uomo che si ritrovava a parlare con lei in poltiglia dopo qualche minuto. Non era raro che entrasse in una riunione di soli uomini e ne uscisse trionfante dopo un’ora avendo ridotto al silenzio adorante tutti i presenti…

Se fosse vissuta quattro secoli prima sarebbe stata messa al rogo, quell’incantarice. Dove non arrivava con il richiamo sessuale, arrivava con la psicologia, la strega. L’unica cosa inspiegabile era il fatto che un uomo si fosse azzardato a mollargli il due di picche, dopo aver diviso con lei buona parte della vita… questa cosa era veramente incomprensibile e alimentava le voci più fantasiose: c’era perfino chi sosteneva che la russa era un travestito e che lui avesse cambiato sponda…

L’ultimo totale. Salva. Invia. Michelle. Fatto. Giulia tira un sospiro. E’ finita e me ne vado. Anche oggi niente palestra.

Capitolo 4 - La_riunione_di_Michelle

14 Marzo – Ore 14.30

Michelle apre la riunione ed illustra lo studio di mercato preparato da Giulia.

“Parliamo del lancio dei nuovi prodotti”. Michelle inizia a leggere dati, tabelle, grafici, raffronti, studi, inondando gli altri manager di informazioni. Come sempre accade negli ultimi tempi, la platea gli è un po’ ostile, per via dei risultati non proprio brillanti degli ultimi due anni, “dovuti alla congiuntura” e “all’undici settembre”, come ama ripetere Michelle messa alle strette.

Quando la platea è pronta, Michelle cala l’asso. “Per questo motivo, chiediamo di sviluppare un nuovo prodotto, con queste caratteristiche”.

Gelo in sala. “Michelle, dovresti sapere che il budget è chiuso. Ormai se ne riparla l’anno prossimo.”

“Se il lancio di questo prodotto non viene fatto a settembre, perdiamo il treno. Penso che le altre aziende abbiano intuito anche loro la possibilità di sfruttare l’occasione”

“Michelle, non abbiamo abbastanza tempo…”

“Tempo, tempo… il tempo è una convenzione, una scusa. Tra un mese avremo il marchio pronto, la campagna pubblicitaria, la confezione. Voi penserete a riempirla.”

Michelle spegne il PC. “Ora tocca a voi. Mi aspetto che tra una settimana voi siate in grado di fornirmi ognuno un piano dettagliato. Non voglio sentire storie riguardo al budget. Con l’amministratore delegato ci parlo io.”

Michelle è inarrestabile. “Il nostro business dei prossimi anni può dipendere da quello che faremo nei prossimi mesi. Alla prossima settimana.”

Michelle lascia la sala, tra il mormorio generale. “Ma chi si crede di essere?” “E’ pazza, non ce la potremo mai fare”, e via cantando.

Non è la prima volta che Michelle chiede l’impossibile, anzi, lo pretende. Fino a qualche anno fa, nessuno avrebbe messo in dubbio la sua strategia, che aveva sempre dato ottimi risultati. Ora, dopo un paio di anni grigi, nessuno può giurare che quella sia la strade giusta. Anche Michelle sente che potrebbe non avere un'altra occasione, in questo senso.

Michelle si abbandona sulla sua poltrona di pelle. “Sono le quattro e mezzo e voglio andare a casa. Mi viene da vomitare.”

“Giulia, vado via.”

“Michelle, dovremo vedere quella cosa che mi hai chiesto stamattina…”

“Domani. Sono stanca. Voglio andare a casa”

Sale sull’ascensore e mai come questa volta sente la lentezza estenuante di quell’aggeggio. Fuori, fuori, via, non voglio vedere nessuno per oggi.

Giulia si rilassa. Per oggi è finita.

Capitolo 5 - Michelle e l'amministratore


Tommy vede passare Michelle davanti al suo ufficio. Ecco una che non mi risulterebbe difficile abbordare, pensa. Se solo avesse una decina di anni di meno…

Michelle sta andando spedita a parlare con l’amministratore delegato.

“Vincenzo!”

“Michelle! Che onore averti qui!”

Michelle sorride, posa la sua agenda sulla scrivania e sprofonda sulla poltrona di fronte alla scrivania.

“Vincenzo, sai perché sono qui.”

“Tesoro, le voci corrono. Risolviamo subito questo problema. Ho una riunione tra mezz’ora e devo ancora leggermi la relazione”

“Ok, veniamo al punto. L’anno scorso mi avete tolto metà del budget e io sono riuscita a contenere il disastro. Quest’anno non mi avete ascoltato e io sto comunque andando bene, senza strafare. I miei tirano fuori uno studio che ci consente di lanciare un prodotto con ottime possibilità di riuscita e sai che non ci sbagliamo mai, chiedo un po’ di soldi per fare questo lancio e tutti mi mangiano…”

“A dire il vero, nella riunione, sei stata tu che ti sei mangiata tutti…”

“Non scherzare Vincenzo, voglio il tuo assenso alla cosa. Altrimenti mi ritrovo sola contro tutti.”

Vincenzo la guarda con freddezza. Quella freddezza mista al cinismo che solo un manager di quel livello può avere.

“Michelle, dovresti sapere che non è possibile. Abbiamo avuto riduzioni consistenti del budget per tutti i settori, quindi anche il tuo. Non possiamo derogare.

Michelle conosce il linguaggio ed anche lo sguardo, utilizzandoli da par suo, quando è necessario.

E’ finita. Michelle sa bene che se il suo attacco non affonda Vincenzo al primo colpo non ci sarà un’altra possibilità.

Capitolo 6 - Secondo incontro di Tommy con l'ingegnere

Tommy esce per il pranzo. Lascia detto che tornerà un po’ più tardi. Queste strane pause pranzo un po’ allungate stanno cominciando a generare voci sul suo conto. Per disgrazia, una volta, la rana dalla bocca larga è stata vista parlare con lui alla macchina del caffè, faccia a faccia, sottovoce.

In quella occasione, lei si è guadagnata la fama di amante di Tommy. Qualche tempo dopo, era uscita anche la vocva ee che fosse passato all’altra sponda. Succede sempre, quando una donna ci prova e viene respinta. Siccome si tratta di un evento raro, le donne ferite si vendicano nell’unico modo che conoscono. Con queste donne non si sa mai cosa fare. Se ci provi e non ti va bene, sei un porco. Se ci provano loro e a te non va bene sei un frocio. Mah…

Tommy prende l’auto e va in periferia. C’è un bar, accanto al capolinea del quindici barrato. Si chiama “Italia 90”. Ma quando gli cambiano nome? Nell’insegna c’è anche l’orrendo pupazzetto simbolo dei mondiali, un po’ scolorito.

E’ un bar di quelli di una volta. Una tettoia sgangherata di fuori, dove ci sono sempre una ventina di pensionati che giocano a carte a tutte le ore. Anche al mattino alle sette e mezzo non è difficile trovare questi teneri vecchietti alle prese con una primiera ed un settebello, mentre sorseggiano un peroncino.

Tommy passa questa arena ululante ed entra nel bar, dove ci sono almeno altri tre tavoli di giocatori. La puzza di fumo e le urla dei giocatori sono insopportabili.

“L’ingegnere è venuto?” urla Tommy al barista, un tipo grosso, con il riporto, sudato come una bestia.

“No”

“Ok. L’aspetto. Un caffè.”

Il caffè di quel bar non ha eguali in nessun altra parte della città. Una marca mai vista. Tra l’altro, i prezzi del locale sono popolari, visto il tipo di clientela. Se non fosse cosi’ lontano, ci verrei tutti i giorni…

“Eccoti qua. Ernesto, un caffè corretto.”

“Subito ingegnere!”. Ernesto toglie il filtro dalla macchinetta, lo sbatte per svuotarlo, lo riempie, chiude il filtro e mette in moto. Tempo: sei secondi netti.

“Facciamo una passeggiata?”

“Posso fumare? Ho appena preso il caffè, non rompere!”

La Micra di Tommy va automaticamente verso la tangenziale. E’ una bella giornata e comincia anche a sentirsi il sole.

“Tommy, è andato tutto bene”, esordisce l’ing. “ma mi servirebbe ancora qualcos’altro”. Tommy abbassa i Soundgarden. “Io ancora non ho visto i soldi”

“Oggi te ne do ancora un po’” dice lui rassicurante, “ma tu mi devi fare ancora un favore. Il lavoro non è finito. Mi servono ancora delle informazioni sul tipo di lavorazione. Ci sono dei problemi sul potassio che non sono riusciti a risolvere”

“Guarda cha io non so niente di produzione, preparo solo le formule che mi vengono comunicate”

“Lo so, ma non mi pagano se non ho queste informazioni”

“Cosa vuoi sapere?”

“Come entra il potassio nella lavorazione”

“Dammi qualche giorno”

“Venerdi’”

“Ma oggi è mercoledi’!”

“Se non ce la facciamo per venerdi’ l’affare salta. Non so se è vero, ma pare che anche i cinesi abbiano questa formulazione. Martedi’ tornano un paio di manager dalla Cina, forse con la formula. Ma per loro potrebbe essere tardi.

Insomma, prima facciamo e meglio è.”

Il tono è perentorio. Quante stronzate che ho sentito sulla riservatezza dei dati e sulla privacy, sull’etica, ecc.

Se questa formula è in arrivo dalla Cina, qualche Tommy cinese avrà fatto lo stesso gioco. Li’ c’è uno stabilimento che fa le stesse cose…

“Va bene, ci provo.”

“Che significa ci provo?”

“Avrai tutto venerdi’”

“OOOOhhhh, ecco la risposta che volevo. Dai, riportami al bar”

Come faccio a uscire da questo guaio! Ma guarda tu che cazzo di situazione. Devo anche parlare con qualcuno della produzione. Ma quelli, prima che cagano un’informazione…

Le situazioni disperate fanno uscire alla scoperta delle risorse inaspettate. Sarà vero? Tommy si fa un esame di coscienza. Quali armi ho per ottenere quello che mi serve? Amicizia? No, non sono amico con nessuno di quelli della produzione. Interessi comuni, neanche. Poi ho poco tempo. Devo ricorrere a quello che so fare meglio.

Tommy aveva già in mente la persona con la quale avrebbe potuto ottenere quello che serviva. Non una persona qualsiasi, ma una persona con dei capelli lunghi, due occhi penetranti e un sorriso birichino. Grazia.

Spesso prende la metro con me e sta sempre li’ che mi sbircia… è carina e lavora anche in produzione…

Capitolo 7 - Primo incontro di Tommy e Grazia

14 Marzo – Ore 08.00

Tommy sale sulla metro e si guarda intorno. Grazia non c’è. A dire la verità non si ricorda neanche se lei sale prima o dopo di lui.

Una sola volta ha avuto una storia con una collega, ed è finita talmente male che alla fine lui ha cambiato lavoro. E’ stata un’esperienza devastante, che gli ha cambiato la vita, poi l’incidente… quell’anno è proprio successo di tutto.

Nel frattempo, Grazie è salita e si è messa in fondo al vagone, come sempre.

Tommy non ha tecniche di abbordaggio particolarmente efficaci e sperimentate. Anzi, trova l’arte dell’abbordaggio un’attività piuttosto stressante. Dovrà studiare un po’ prima di partire all’assalto, anche se il tempo, maledetto, non è molto.

Dovrà superare quel blocco psicologico che lo tiene lontano dall’avvicinare colleghe di lavoro al di fuori del lavoro. Dovrà poi sopportare tutte le chiacchiere che partiranno inevitabilmente tra i colleghi. Chissenefrega, le cose si fanno o non si fanno. Oggi è giovedì e per domani non avrò mai quello che mi serve per chiudere il giro con l’ingegnere…

“Grazia? Ti chiami Grazia, non è vero?”

Lei risponde con un sorriso. “Ciao, sono Tommy. Posso sedermi?” Grazia toglie il giaccone dal sedile accanto al suo.

“Dove lavori tu?” chiede lei. “Preparo le formulazioni e le faccio registrare. E tu?”

“Sto in produzione. Studiamo e realizziamo i processi.”

E via discorrendo. La mezz’ora passa veloce. Altri dieci minuti a piedi. Tommy inventa sul momento la mossa vincente.

“Senti, sono interessato a come organizzate le informazioni. Ho visto che il vostro sistema organizzativo è in testa alle classifiche aziendali per efficienza e vorrei copiare qualche vostro trucchetto… chiedo troppo?”

“Ma dai, scherzi? Passa domani mattina.”

“Posso oggi? Domani forse non ci sono”

“Va bene. Dopo pranzo”

“Vengo da te!”

“A dopo!”

Si separano.

Ore 14.00

Tommy chiama al telefono Grazia. “Scendo?”

“Si. Vieni”

Grazia apre la porta e fa strada. Uno stretto corridoio passa accanto ad uffici senza finestre, abitati da persone in camice bianco, molti presi dalla lettura e molti alle prese con il computer.

“Ecco il mio loculo” Grazia mostra con finta modestia il suo ufficio. Molto ordinato, effettivamente. Mentre lei gli spiega come è organizzato l’archivio, lui analizza mentalmente il posto.

Improvvisamente, Grazia si siede e si avvicina al computer. “Ti faccio vedere una cosa”

Dai. Fallo. Fallo. Grazia non è molto veloce, e Tommy vede con chiarezza la sequenza di tasti usata per la password. OMAR21. Grande! Potrei anche andarmene.

Mentre Tommy si sente sollevare da terra di mezzo metro per aver carpito la password di Grazia, gli ritornano alla mente le parole dell’ing. “Carta e penna”.

Eh si. Si fa presto a dire carta e penna. Come si fa? Con la password è un attimo, ma è come dipingersi un bersaglio sul culo, nella migliore delle ipotesi verrebbero licenziati sia lui che Grazia. Nella peggiore, solo lui.

La password va bene. Ma per un’intrusione senza tracce bisogna usare il computer di Grazia all’ora che Grazia è in ufficio. Solo così non è possibile risalire a lui. Bisogna allontanare Grazia dall’ufficio per qualche minuto, diciamo almeno una mezz’ora, per avere campo libero. Una cosetta da niente.

“Che te ne pare?” domanda Grazia trinofante.

“Eh? Ah si, molto interessante. Credo che il prossimo concorso sarà molto combattuto” la butta lì Tommy.

“Non c’è storia” lo sfida lei.

“Ok ora ho capito tutto. Grazie cara, se mi dovesse servire aiuto posso contare su di te?”

“Certo, chiamami quando vuoi. E sottolineo quando vuoi”

“Ci conto” taglia corto Tommy. “Ciao”

Tommy cammina spedito per il corridoio, pensando a come fare per entrare su quel PC e trovare quello che serve. Cosa potrebbe costringere Grazia ad allontanarsi per qualche minuto di corsa e senza preavviso? Un malessere improvviso, che la costringe ad andare al bagno, oppure un collega che la chiama per chiederle un’informazione…

Scartiamo l’ipotesi del collega, non ho complici utilizzabili. E scartiamo anche l’ipotesi del malessere, che presuppone l’utilizzo di qualche, diciamo “additivo”.

Ci vuole anche un po’ di stile, nel fare le cose, si dice Tommy, orgoglioso. Se devo fregarla, che almeno non si senta male, meglio se riesco a farla contenta. E’ anche un modo per sentirsi meno bastardo.

Comunque la decisione deve essere presa molto in fretta. Qualunque sia la “distrazione” di Grazia, dovrà avvenire la mattina dopo. Tornato in ufficio, trova una scusa per rivedere Grazia l’indomani alle dieci e la richiama.

Grazia accetta ovviamente con entusiasmo. Mentre le parla, trova anche la soluzione al suo problema.

Capitolo 8 - Secondo incontro di Tommy e Grazia

Venerdì 16 Marzo – Ore 09.55

Tommy scende da Grazia. Entrambi hanno viaggiato in metro, ma non si sono incontrati. Meglio così, pensa Tommy, meno la vedo e meglio sto.

“Ciao. Eccomi qua.” Tommy è di casa ormai. Si siede.

Squilla il telefono. “Una sorpresa per me? In portineria? Arrivo subito!”

Grazia strabuzza gli occhi. “Un regalo per me?” dice guardando allucinata Tommy. “Così? Che strano! Il mio compleanno è tra due mesi… vado di corsa, aspettami qui…”

Grazie esce di corsa dall’ufficio. Tommy rimane solo. PC aperto senza password da inserire. Perfetto. Tommy è in gamba, sa dove cercare e come. Tribepam. Tommy infila il floppy. Salva con nome. Il dischetto si illumina. Fatto. Via il dischetto. Chiudi.

Dopo qualche minuto, dal fondo del corridoio si sente un vociare femminile, che si avvicina a mano a mano all’ufficio.

Grazia fa il suo ingresso, con in mano un mazzo di rose ed un sorriso abbagliante. “Dai! Dicci chi è!” lo implora la rana dalla bocca larga, che passava di lì ma non ha evidentemente resistito alla curiosità.

“Non lo sooo! C’è solo il biglietto, senza firma.”

“E che c’è scritto?”

“Non te lo dirò mai, neanche sotto tortura!”

“Stronza!”

La rana batte i piedi. “Brutta stronza! Dimmelo! Dai!”

“No. Ne parliamo dopo. Ciaooo!”

Grazia chiude la porta. “Ma ti rendi conto? Arrivo giù. La ragazza della reception mi fa un sorrisetto e con un cenno della testa mi indica un ragazzo con in mano questa meraviglia. fa lui. Il cuore stava nussando per uscire dalla camicetta. .

Mio dio, sono risalita per venire qui e mi avranno fermata una trentina di persone.

Mio dio, non ci posso credere…”

Tommy la guardava con un sorrisetto soddisfatto. Ci vuole così poco, pensa lui, mentre tornando in ufficio giocherella soddisfatto con il floppy nella tasca.

Grazia, finalmente sola, apre il biglietto.

“Non importa se non mi conosci. Non importa se forse non avrò mai il coraggio di avvicinarti. Non importa se oggi non è un giorno speciale per te. Sappi che per me, vederti ogni giorno lo rende speciale. E’ come rinascere ogni mattina, quaando ti vedo. Ti amo come nessun uomo potrebbe mai amarti. Ciao”

Grazia si abbandona sulla sedia, estasiata. E ora come si fa a trovare questa persona meravigliosa?

_________________
- Mio Dio! Cos'è? - disse Corman aprendo gli occhi.
- L'inferno, signore! - rise Misty.
- E che giorno è?
- Lunedì.

Ultima modifica di kiwi65 il Mar Set 23, 2008 3:57 pm, modificato 1 volta in totale
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
taxidriver
Moderatore


Registrato: Nov 27, 2007
Messaggi: 224
Località: Lombardia

MessaggioInviato: Lun Set 22, 2008 11:47 pm Rispondi citando Back to top

Hai cominciato a disegnare qualche personaggio, e l'intreccio comincia a delinearsi.

Sembra una storia di spionaggio industriale, dove però entreranno in gioco le vite private e sentimentali dei protagonisti.In genere non è il mio tipo di storia, ma poi dipende da come viene scritta.
Un romanzo di questo tipo ha bisogno di una trama molto forte per funzionare. Colpi di scena, svolte...
Continua Kiwi, umile servo della scrittura, fai schemi su schemi. Intreccia.

Se hai già in testa la trama ok, altrimenti mi sembra strano partire già con una divisione per capitoli.

Devo ammettere che questo titolo così pulp mi attira. Spero di scoprire cos'hai in serbo in questa storia.

Ciao Piero, alla prossima.

_________________
"Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile."
W. Allen
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
kiwi65
Grafomane
Grafomane


Registrato: Nov 27, 2007
Messaggi: 652
Località: ...qualche parte del pianeta morente

MessaggioInviato: Mar Set 23, 2008 3:49 pm Rispondi citando Back to top

taxidriver ha scritto:
Hai cominciato a disegnare qualche personaggio, e l'intreccio comincia a delinearsi.

Sembra una storia di spionaggio industriale, dove però entreranno in gioco le vite private e sentimentali dei protagonisti.In genere non è il mio tipo di storia, ma poi dipende da come viene scritta.
Un romanzo di questo tipo ha bisogno di una trama molto forte per funzionare. Colpi di scena, svolte...
Continua Kiwi, umile servo della scrittura, fai schemi su schemi. Intreccia.

Se hai già in testa la trama ok, altrimenti mi sembra strano partire già con una divisione per capitoli.

Devo ammettere che questo titolo così pulp mi attira. Spero di scoprire cos'hai in serbo in questa storia.

Ciao Piero, alla prossima.


Ciao Mirko!
Questa storia è la prima cosa che ho scritto quando ho iniziato, in aereoporto, per intenderci. La divisione per capitoli è data dal fatto che successivamente ho scritto i vari eventi in tanti momenti separati, cercando di seguire un filo più o meno logico nella mia testa.
I personaggi sono un po', ogni tanto ci lavoro e aggiungo un pezzo. La cosa divertente che questa è l'unica storia che ho quasi tutta su carta, che quindi devo riportare su PC manualmente. Ci lavoro nei ritagli di tempo, attese dal dottore, colloqui con gli insegnanti, attese in palestra... poi, come sai, si scrive per varie cose, concorsi. C'è tanto da fare.
Mi stuzzicava metterla qui per vedere che ne pensavate.
Ah, il titolo. Si riferisce ad una scena... che viene più avanti.
Grazie, quando avrò qualcosa di nuovo, non mancherò!
Ciao Mr. Green
Piero

_________________
- Mio Dio! Cos'è? - disse Corman aprendo gli occhi.
- L'inferno, signore! - rise Misty.
- E che giorno è?
- Lunedì.
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
kiwi65
Grafomane
Grafomane


Registrato: Nov 27, 2007
Messaggi: 652
Località: ...qualche parte del pianeta morente

MessaggioInviato: Mar Set 23, 2008 3:59 pm Rispondi citando Back to top

Ah, già che c'ero, ho aggiunto quattro pseudo-capitoli.
Buona lettura, a chi vorrà!
Ciao Mr. Green
Piero

_________________
- Mio Dio! Cos'è? - disse Corman aprendo gli occhi.
- L'inferno, signore! - rise Misty.
- E che giorno è?
- Lunedì.
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi

Successivo
Precedente
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum

Powered by phpBB 2.0.10 © 2001, 2002 phpBB Group
WL Ultra Light Theme by Weblord.it
Forums ©
LOGGATI!
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.

--> Dicono di noi <--
Siti dove sono presenti  nostri i concorsi e i giornali che parlano di noi!


 Vuoi inserire il nostro banner?
Copia il codice qui sotto e inserisci il banner nel tuo sito o nel tuo blog!

Vai al sito dell'A.S.I.MOV. !

  

 

 



ODOREDICUORE

Visita il suo sito
Benvenuto, Anonymous
Nickname
Password
(Registrare)
Iscrizione:
più tardi: tonino
News di oggi: 1
News di ieri: 3
Complessivo: 232

Persone Online:
Visitatori: 6
Iscritti: 0
Totale: 6


 ......
 Non fuggite fanciulla - video
 L'essenza
 Buonanotte Martina
 Rinfrescare i classici.
 Elemento Irrazionale
 L'Accalappiastreghe di Walter Moers.
 Dove finisce la strada e inizia il mare
 Io sono...

A.S.I.MOV. - Associazione Scrittori in Movimento Forums

·Strega - di Milena Esposito
·Buon A-Zine a tutti!
·Chiesi Mazzanti-Minelli: incontro con gli autori
·Intervista a Stefano Chiesi Mazzanti
·E...qui...libri
·L'Altro di Guido Oliva - Dylan
·Quaranta di Piero Mattei (Kiwi65 )
·Salsa & meringa di Attilio Facchini ( Gatsu )
·Orologi di Piero Mattei Kiwi65
·Niente di strano di Elenora Lo Iacono ( Occhidadonna )

Altro...
HOME PAGE| STATUTO A.S.I.MOV. | GALLERY |FORUM| ARTICOLI | | A-ZINE | PROFILO | CONTATTI | FAQ E NETIQUETTE | TERMINI D\'UTILIZZO


Web site powered by PHP-Nuke Versione WL-Nuke a cura di Weblord.it

A.S.I.MOV. Associazione Scrittori in Movimento - Codice Fiscale n. 91292760377
Tutti i testi pubblicati in questo sito sono di proprietà degli autori. Licenza
Amministratore Portale:Occhidadonna
si ringrazia Dolce per la realizzazione del logo dell'Associazione A.S.I.MOV.
Engine PHP-Nuke - Powered by WL-Nuke
© Weblord Design