Per festeggiare un anno di attività A.S.I.MOV. organizza il concorso BUON A-ZINE. Il racconto più votato verrà pubblicato nel numero speciale dell'A-ZINE A.S.I.MOV. e distribuito in tutta Italia!
Ecco l'intervista ad A.S.I.MOV. dopo il Terzo raduno nazionale ad Agropoli (SA)
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Sab Ago 02, 2008 1:00 pm
Maria si chiese se fosse mai possibile ciò che i suoi occhi le stavano mandando in quel precisissimo istante...era tornato. Davide eri lì, fermo come una statua di gesso che la osservava in silenzio. Un silenzio, a dire il vero, glaciale. Quanti anni erano passati? 5, 6, 10? Maria non seppe rispondersi, la testa le mulinava alla velocità della luce. Quel che si erano detti nell'ultimo incontro sapeva di profonda amarezza “Sono sposato Maria, perdonami”
Il cuore le era scoppiato all'improvviso e le gambe erano partite al galoppo verso l'uscita del mega supermercato dove Davide l'aveva accompagnata il quel maledetto sabato 21 novembre. Da quel momento in poi tra loro non ci fu più nessun contatto. Maria lo tagliò fuori dalla sua vita, e dal suo cuore. Alla fine lui partì per Milano e non si fece più vivo...fino a quel momento. Quanto tempo era passato? Eppure lui era rimasto della stessa, infallibile bellezza che l'aveva ammaliata anni prima. Capelli neri ora brizzolati da fili argentei, occhi verdi, bocca carnosa in un viso scandalosamente invitante, fisico robusto dalle proporzioni di un gigante, con la sua altezza di un metro e 95 cm e i suoi 98kilogrammi ben distribuiti tra spalle ampie e cosce muscolose.
Insomma come avrebbe potuto resistergli lei? Difatti era caduta ai suoi piedi come una pera cotta! Dunque era tornato, e la fissava. Sembrava furioso a dirla tutta. Maria cercò di riprendersi la sua autostima buttata fin troppo al secchio dell'immondizia e girando i tacchi s'incamminò verso il bancone della frutta e verdura. Sperò in cuor suo di non essergli apparsa come la ragazzina che per quasi due mesi lo aveva praticamente “invitato nelle sue grazie”. Che stupida era stata allora. Con quanta enfasi aveva cercato di sedurlo, con l'avventatezza dei suoi 20anni gli si era lanciata a pesce. Si impose di non pensare; era una donna matura adesso, con un lavoro importante di caporedattrice, con un uomo che la corteggiava da qualche tempo e che sembrava sinceramente innamorato di lei. Per nessun motivo il suo Davide ora avrebbe potuto farle del male o prenderla in giro nuovamente, questo era quanto...
"Cielo! Aveva davvero detto il suo Davide??" okay, la spesa era finita. Al diavolo la verdura, si precipitò alla cassa, pagò e, alla faccia di Flash, sfrecciò verso la sua vettura posteggiata in colonna fuori dall'iper Jumbo. Tornata a casa si buttò sul letto e pianse tutte le maledette lacrime.
-Allora l'hai rivista. E dimmi come ti è sembrata? È cambiata molto? Come pensi di fare?...mi sembri pazzo amico mio.-
Davide sorrise tra sé. L'amico dopotutto non aveva torto, tornare a Roma dopo 7anni per cercare di sposare l'unica donna della sua vita, era da folli. Specie per come erano andate le cose addietro. Ma lei era il suo unico amore, se l'era fatta sfuggire una volta, sbagliare di nuovo non era accettabile. Lui l'amava, lei lo odiava . Per come si erano svolti i fatti e per come l'aveva guardato il giorno prima, il futuro matrimoniale si mostrava al quanto improbabile. Peccato però che per Davide Sforzi la parola sconfitta aveva un unico significato plausibile: non mi ama. Per come la vedeva lui, invece,se la testona di Mary Lancoste ancora lo amasse, sarebbe bastato avere solo pazienza, coraggio e un pizzico di organizzazione, quello che in pratica gli era mancato nel passato. La dolce Maria doveva essere sua moglie, le avrebbe provate tutte stavolta. Per il momento comunque il suo cuore non ammetteva un simile dolore. Per 7 anni si era sorretto solo perché presto o tardi l'avrebbe avuta tra le sue braccia, per sempre. Non si era sposata, dirigeva la rivista femminile “Incanto” e abitava da sola da quattro anni. Non era cambiata di una virgola, tranne forse per le curve aggraziate che allora non possedeva e che oggi le donavano di parecchio. Quando i loro sguardi si erano incrociati a Davide era corso un rigolo di sudore freddo sulla schiena e per un attimo imprecisabile era andato in tachicardia. Dio se era il suo amore... accese il PC portatile e cominciò a mandare diverse E-mail all'attuale vice e miglior amico Lorenzo, momentaneamente alle redini della sua azienda. Poi si concesse un lungo bagno nella vasca idromassaggio dell'hotel in cui risiedeva da un paio di giorni. Presto avrebbe preso visione della nuova casa in Via Bertolazzi a Roma, manco a dirlo, a 10metri dall'abitazione della testona. Chissà che faccia avrebbe fatto..."fuggi pure amore mio, avremo altre occasioni di vederci..hahahah" ridendo di gusto immerse la testa nell'acqua calda , profumata allo zenzero.
-Mio Dio è davvero lui??-
-Si...-
-Maria, ma sei certa? Insomma...negli ultimi tre anni lo vedevi ovunque!- Gina masticava la gomma a bocca aperta dallo shock.
- Ti dico che è Davide. Sarà tornato dall'inferno perché nemmeno lì lo vogliono!-
L'amica scoppiò a ridere con i seni enormi che balzavano su e giù.
-Non posso credere che sia tornato per te...è così dannatamente romantico-
I suoi occhi presero a navigare per stanza con aria sognante.
- Che vai a pensare Gina! Non è venuto certamente per me, sarà qui per lavoro, svago..ci possono essere mille motivi, e piantala di guardarmi come un'allocca!-
- Okay, okay capo. Ora non scaldarti, è qui per lavoro etc. etc. come dici tu, ma può anche esser venuto per vedere una donna, no?-
Gina osservò il biancore di lei salirle istantaneamente sul viso e se ne compiacque. In realtà conosceva perfettamente l'animo dell'altra: Maria era per lei un libro aperto.
- Può avere tutte le donne che vuole ora che è separato. A me non importa- Si mise a lavoro e per l'intera giornata la questione non venne più sollevata. Alla sera passò in redazione Andrea assieme all'invitò in pizzeria che lei accettò quasi di buon grado. Il posto era carino, riservato e non troppo rumoroso. La compagnia gradevole in quanto Andrea, con la sua gentilezza e simpatia, riusciva sempre a metterla a suo agio, che per il suo carattere particolare testimoniava un primato. Cercò di seguire la conversazione, ma i ricordi le affollavano la mente e le appesantivano l'animo all'inverosimile, perciò non si stupì affatto quando il suo cavaliere smise di parlare e cominciò a guardarla in maniera anomala.
- Mi rispondi, per favore? Lo so è da tempo che in realtà ci giro e rigiro, ma è arrivato il punto del non ritorno. Voglio che ci sposiamo Mary, che ne pensi? Insomma dì qualcosa per l'amor del cielo!-
Lei per poco non cadde dalla sedia. Che diavolo stava biascicando Andrea? Matrimonio? Poi il colpo di grazia: Davide era entrato e si era seduto insieme a quel che sembrava una bambolona bionda stile Barbie. La stangona pareva un'oca dal cervello al silicone che suo malgrado entrava nelle fauci del lupo. Intanto lui incalzava:
-Senti, sarò forse stato precipitoso con il discorso del non ritorno, ma capiscimi, ci frequentiamo da tanto e mi pare di poter affermare con una certa semplicità, che i nostri caratteri son ben disponibili l'un l'altro. Siamo agli occhi di tutti una bella coppia, solida, affidabile e soprattutto maturi per un'eventuale matrimonio- Andrea pareva stesse progettando una vacanza.
- Si, quel che dici è sensato, pure troppo mi pare, ma non pensi che a tutto ciò manchi l'ingrediente principale?-
"Ma quanto caspita cinguettava quella bionda... e lui, pare morire dalle sue labbra" E proprio in quell'istante Davide si girò sganciandole un sorriso da attore consumato. Andrea era ancora lì a cercar di capire quale dato gli era sfuggito.
- L'amore, Andrea. Tu mi piaci, lo sai con te sto una meraviglia ma non credo sia sufficiente. Per meglio spiegarmi, non mi sembra che tu mi abbia mai dichiarato il tuo amore-
- Ma cara...l'amore, proprio tu che ti vanaglori del fatto che è una roba a funzione procreatrice, ideale per i sognatori e i romantici, mi sorprende assai ora il tuo ragionamento. Ci rispettiamo, ci vogliamo bene, sai quante storie si reggono con ben meno di quello che abbiamo noi? L'amore...hahahahah-
A Maria cominciò a salirgli il sangue in testa, sfascicolando di lì a poco tutto il nervosismo tipico del suo caratteraccio. Con la moderazione finita nel WC, attaccò il poveraccio con tutta la sua super ira.
-Che uno non può cambiare idea? Non ho bisogno di essere mantenuta da un uomo. Non soffro di solitudine e non mi sembra di averti chiesto obbligatoriamente di amarmi-
Detto ciò, se ne andò. In sala non c'era anima che non si fosse girato ad ascoltare e che con occhi sbigottiti stesse scannerizzando la vittima che giaceva ancora seduta dalle sembianze di un puffo, tanto era piccolo e blu. Davide pagò il conto subito dopo e liquido la biondona che non la prese nel modo migliore, ma comunque salì in taxi e si volatilizzò. Cinque minuti dopo era sotto casa che suonava il citofono.
- Che diavolo vuoi?- Maria s'affacciò dal balcone del suo appartamento.
-Parlarti. Mi fai entrare?-
-Nemmeno se fossi l'ultimo uomo sulla faccia della terra. Vattene Davide, per me sei morto!- Lui non si scompose affatto e riattaccò a pigiare sul campanello.
- Smettila e vattene all'inferno maledetto!-
Di nuovo non si arrese e pigiò ad intervalli ravvicinati -Ci starò tutta la notte, dolcezza . E se serve tornerò domani ,quindi ti conviene farmi salire e stai tranquilla che non chiedo che parlarti, non sono ne un pazzo ne un maniaco-
Qualcuno dei residenti iniziò a tirar fuori le teste dai terrazzi rigogliosi di gerani. Dei passanti cominciarono a borbottare di un pazzoide che importunava una donna sola in casa. Davide maledì le persone, ma non si spostò di un centimetro. Tutto il quartiere era colmo di gente sbucata in strada a mo di funghi. Alla fine il “Clak” del portone principale si fece udire. Mary scese con indosso un'elegante vestaglia giapponese -Okay, dimmi quel che devi e poi sparisci-
-Ti amo Maria. Sono tornato per te, ci sposeremo al più presto e ti giuro che ti renderò felice-
Lo sguardo di lei si assottigliò percettibilmente; l'esplosione era in atto.
-Tu sei fuori! Come ti permetti di venire qui, chiedermi in moglie e startene impalato in procinto di chissà quale esito solo perché ora sei separato, ma nel passato ti sei guardato bene dal confessarmi che avevi già una moglie, una famiglia. Sei un bastardo-
Una vecchietta dall'aria inferocita gli tirò una borsellata colpendolo in pieno sul naso ,che attaccò a sanguinargli vistosamente "Porco!" Maria gli lanciò un Clinex - Pulisci il sangue di Giuda e vattene- In aria si udì di tutto, da “Anvedi l'eroe” a “Se n un te ne vai, te gonfiamo, fracicone...”
Davide non si perse d'animo e con occhi umidi dall'emozione la inchiodò con la sola verità.
-Lo sono stato forse. La mia famiglia, come la chiami tu, era composta da una donna che fingendosi innamorata mi portò all'altare con l'inganno solo per migliorare il suo status. Per pagarsi i suoi lussi, i suoi debiti che accuratamente aveva trascurato di farmi sapere. E con il suo giovane amante che possedeva già prima del matrimonio- L'aria mutò di colpo, tanto che si udì un timido “ Porello, però”.
-Non volevo ingannarti, Maria, perché conosco ampiamente e dolorosamente che significa esser raggirati. Dopo anni di continui tradimenti, volevo la mia vita indietro. M'innamorai di te , Dio mi perdoni, e ti volevo con tutte le mie forze. E sì, non ebbi il coraggio di dirti di lei. Avrei dovuto lo so, ma non credi che il mio errore io lo abbia pagato in abbondanza? Ti ho perso subito e per 7anni non ho vissuto di te, amore. Insultami, picchiami pure, ma torna da me. Oppure dimmi che non mi ami e io andrò via, te lo giuro, e non tornerò mai più a darti fastidio. Ma dimmelo guardandomi in viso, ora Maria, poiché tutto il tempo che tu impieghi a far vincere il tuo onore ferito, ne togli ai nostri baci, alle mie braccia piene di te e alla fede che vorrei vedere al tuo dito-
Un boato seguì uno scroscio di mani battute, ma a Davide non importò affatto. Dicendo ciò le sfiorò l'anulare, in modo tale, che in quel tocco fluisse l'amore che intatto per anni covava dentro il suo cuore . Il quel tocco gentile e fermo c'era in realtà un balsamo che man mano cullava i loro spiriti, curava le pene subite da entrambi e Maria non sbagliò, corresse definitivamente il tiro e lo baciò con tutto l'amore che anch'essa aveva riposto aspettando l'uomo della sua vita.
Ultima modifica di Pulizer_T il Lun Set 08, 2008 5:26 pm, modificato 1 volta in totale
Ma bastardo è l'unica parola offensiva che usa sta' poverina?
Ma la unghie a che le servono?
E dopo sette anni è ancora inca... con lui?
E dopo sette anni è ancora rinc... per lui?
Ma il tempo non cancella?
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Pulizer_T Assiduo
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Inviato:
Lun Ago 04, 2008 10:53 pm
acc. quante domande! ti risponderò solo dicendoti che nei brevi scritti rosa ci son regole specifiche che non ammettono parolacce"toste"; rispettano schemi semplici come: incontro, difficoltà, temporanea( il tempo lo decide l'autore) incapacità di valutazione razionaria, superamento, esito felice. Per l'ultima tua domanda,invece, penso, ma è un mio pensiero, che non sia poi così vera la frase famosa sul tempo che cancella ogni cosa. In ogni modo, non sono un'esperta di tempi ,anzi, io non ho il senso della percezione spazio-tempo vedi un pò...
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kiwi65 Grafomane
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Località: ...qualche parte del pianeta morente
Inviato:
Mar Ago 05, 2008 10:33 am
Pulizer,
Ti giro le prime osservazioni che ho ricevuto anche io, sui miei primi pezzi:
- Fai periodi corti. Massimo tre/quattro righe. Limita l'uso della virgola e inserisci più punti.
- Vai a capo spesso!
- Usa la lettera maiuscola dopo il punto
- Usa le virgolette "" per i dialoghi
- Limita l'uso dei puntini di sospensione. Se li inserisci devono essere sempre tre.
- Limita l'uso delle parentesi
In questo pezzo, in particolare, c'è anche qualche problema di formattazione, esistono "\" che rendono difficoltosa la lettura.
Capisco che è una scocciatura rivedere e limare, ma da lettore mi trovo in difficoltà con questo tipo di presentazione dei pezzi.
Aiutaci a leggerti!
Ciao
Piero
_________________ - Mio Dio! Cos'è? - disse Corman aprendo gli occhi.
- L'inferno, signore! - rise Misty.
- E che giorno è?
- Lunedì.
Pulizer_T Assiduo
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Località: Teramo,Abruzzo
Inviato:
Mar Ago 05, 2008 11:29 pm
hai ragione kiwi. solo che io ho bisogno di più tempo per ambientarmi, questo in generale. Solo per inserirlo sto pezzo me costata tanta fatica e alla fine mi ha usato cortesia occhididonna. ti chiedo, vi chiedo scusa se ho causato sforzo da parte dei lettori, ma per il momento non posso correggere un bel niente perchè non so come si fa. in più ho il pc fresco fresco e senza l'attivazione di prog. facilitato; insomma, dovete avere tanta pazienza con me. Per quel che riguarda i tuoi preziosi consigli ,ti ringrazio. cercherò di fare ammenda, ma è meglio chiarirlo subito: io non riuscirò mai a mettere la punteggiatura appropriata e nei tempi giusti. sei stato tanto carino comunque, grazie.
P.S. sai se Undicesimo è ammogliato? l'ho visto in foto ed è troppo un f...
ahahahahahah
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Sym Grafomane
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Inviato:
Gio Ago 07, 2008 1:43 pm
Si, di una bellezza strepitosa
_________________ Sabbia
In
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Fevarin Nuovo
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Inviato:
Mar Ago 12, 2008 12:27 am
Ale...ciao... Non sono capace di muoverti critiche...sono un anarcoide anche io, mi dispiace. Imparo le regole e poi me le dimentico subito, e così procedo ad capocchiam... Ti dico solo che mi è piaciuto tanto...anche se il "rosa" non è il mio genere preferito (sono predisposto per gli amori violenti e infelici, ahimé)... e mi hai fatto sorridere di gusto... Mi hai fatto vedere la scena, ed è tutto. Continua a scrivere per favore... Non fare come hai già fatto su DeA... Zitta zitta, toma toma, cacchia cacchia...leggevi tutto senza farti troppo leggere...Se non ho sbagliato bersaglio...
Ciao.
Pulizer_T Assiduo
Registrato: Aug 02, 2008
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Località: Teramo,Abruzzo
Inviato:
Mar Ago 12, 2008 2:36 pm
grazie. però mi hai confusa per un'altra persona mi sembra...
per il continuare a scrivere, lo farò di certo; anche perché è la mia vita ed altro ancora. kissoneeeeeeeeeeeeeeeeeee!!
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Fevarin Nuovo
Registrato: Dec 08, 2007
Messaggi: 30
Inviato:
Mar Ago 12, 2008 6:12 pm
Allora ti chiedo scusa per la svista. confermo tutto il resto.
Ciao.
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