Per festeggiare un anno di attività A.S.I.MOV. organizza il concorso BUON A-ZINE. Il racconto più votato verrà pubblicato nel numero speciale dell'A-ZINE A.S.I.MOV. e distribuito in tutta Italia!
Ecco l'intervista ad A.S.I.MOV. dopo il Terzo raduno nazionale ad Agropoli (SA)
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Mer Giu 11, 2008 9:58 pm
L'orologio toccò i 12 battiti nel campanile della chiesa del Carmine... in lontananza si distinguevano bene grazie al leggero vento che riusciva a portare con se le note dei rintocchi: sebbene uguali gli uni con gli altri, era sempre un piacere ascoltarli.
Peppe Bosco era li, poggiato stile lucertola ad una Mazda, per cercare di sfruttare anche il minimo raggio di sole che scendeva, in quel momento, quasi perpendicolare dal cielo. Occhi chiusi, mento proteso verso l'alto, braccia conserte, piede destro poggiato sul sinistro perno: l'icona del dolce-far-nulla; di tanto in tanto tendeva a far compiere un leggero lavoro alle braccia per allungare le mani verso una delle tasche dei jeans per prendere e spalmarsi una giusta dose di leocrema sul viso, già abbondantemente colorato dalla sovraeccitata melanina.
Il suo lavoro era spesso faticoso negli orari di punta, spesso riusciva anche a far sì che alcune frasi abbastanza colorite uscissero ad infangare la sua verve da Lord Inglese, anche se alla fine dei britanni non aveva null'altro che una musicassetta dei Beatles abbandonata nella sua macchina!
La sua mansione ufficiale era di "coordinatore dello spazio urbano predisposto alla fermata di autoveicoli"... più semplicemente Parcheggiatore, per di più abusivo!
Il suo stipendio non era fisso ma non se la passava male: calcolando una media di 1,50 euro a macchina nei giorni feriali ed una media di 2,33 euro in quelli festivi, la sua retribuzione mensile si aggirava intorno ai 6.000 euro netti esentasse... e pensare che prima che entrasse l'euro in europa non riusciva a raggiungere nemmeno le 500.000 lire.
Mancavano soltanto tre ore alla partita del Napoli, l'orologio sembrava quasi non volesse muoversi: una delle partite più importanti del campionato per il ritorno in serie A e lui doveva restare fermo li ad aspettare chi, con molta fiducia, gli aveva affidato le chiavi della propria automobile senza comunicargli l'orario di ritorno, aveva serie intenzioni di togliersi quel dannato vizio, ma una pseudo-patologia lo assillava: incapacità di negazione... non sapeva dire di no e quindi, ogni qualvolta si riprometteva di smettere, si ritrovava come al solito ad accettare la proposta del furbo di turno che lo bloccava li a tempo indeterminato.
La sua mente intanto vagava, costruiva pensieri talmente tanto complicati che doveva abbandonarli per evitare un grosso mal di testa. Era solito farlo, e spesso si spingeva al di là del semplice pensiero: ricordava ancora, come se fosse passato solo qualche anno, la prima domanda che rivolse alla mamma - in tempi non sospetti - sul colore del "nulla" e sul fatto che se ne avesse avuto uno, non sarebbe stato più possibile definirlo "nulla" perchè il colore era "qualcosa".
Nonostante la volontà di non lasciarsi andare a questa filosofia spicciola, qualche veloce pensiero faceva capolino al suo capezzale e il mal di testa cominciava a fargli visita con precisione svizzera e veniva molto spesso accompagnato dal l'immancabile colite che non gli risparmiava mai le sue pungenti - e socialmente pericolose - fitte!
- Peppe, buongiorno... problemi?
Un uomo sulla cinquantina, con un baffetto fuori moda e con una pancia la cui grandezza superava di parecchio i limiti dei valori antropometrici dell'obesità di secondo grado, ostentava un corpo disgustosamente orribile, e si avvicinava con passo pesante e fiero. Una mezza risatina di circostanza, ma condita con una buona dose di presunzione, gli riempiva il viso mentre dalla giacca fuori stagione si vedeva la camicia matida di sudore!
- No, dottò, tutt'apposto... avete fatto prima del solito oggi: vi aspettavo per le 19.
- Peppì... oggi gioca 'o Napoli... m'aggia a vedè 'a partita... pure se secondo me perde!
Peppe cominciò a girarsi intorno per cercare qualcosa di ferro da toccare per annullare questa secciata ma, non trovando nulla, si portò la mano nella tasca del Jeans e con un gesto inequivocabilmente partenopeo si rilassò.
- Dottò, secondo me invece, vuje 'e pallone nun capite niente... quello Calaiò nei primi 10 minuti gonfia la rete e stacchiamo il biglietto per la serie A.
- Peppì, se succede comme dice tu me metto annuro e co' nu ciuccio vaco cammenanno pe’ Tuledo ... ahahah
Allontanandosi senza nemmeno salutare... l’uomo si limitò ad alzare la mano sinistra mentre, camminando buttava un occhio a destra e a manca per cercare la sua auto!
Mancava poco al fischio di inizio della partita, circa mezz'ora; restava una sola macchina ma nessuno si intravedeva all'orizzonte. Si era quasi arreso all'idea di ascoltare la partita dalla radio godendosi i gol urlati dalla frizzante voce di Raffaele Auriemma , quando una donna, con una splendida chioma leonina che brillava al sole, con un modo di camminare da passerella e con il vento, alzatosi proprio per baciarla, che le ricalcava le perfette forme da statua michelangiolesca, gli si avvicinò per chiedergli le chiavi dell'auto; non era la stessa persona che gliele aveva consegnate e mentre il suo intuito da investigatore diceva che qualcosa non andava, il suo cuore cominciò a battere d'azzurro scandendo per ogni battito, ad uno ad uno, i nomi di tutti i giocatori della sua squadra.
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l'amico del tuo amico e il nemico del tuo nemico".
(Hazrat Ali)
Pensierivelati Grafomane
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Lun Set 22, 2008 10:26 pm
No, ti sei fermato sul più bello, non vale...
Una storia che racconta la vita nella sua quotidianità, narrata con i dettagli sottolineati da una minuziosa descrizione dei luoghi, personaggi e dialoghi...tanto da farmi entrare poco a poco a far parte di questa quotidianità che inizalmente non rapiva la mia curiosità, ma che già nella seconda e poi la terza parte, attiratata da una frase: " e mentre il suo intuito da investigatore" ha catturato la mia l'attenzione...ed è lì che inizia secondo me, la storia che intriga e che mi ha fatto dire quello che sopra ho riportato.
questo pezzo è l'introduzione... adesso fammi leggere il resto domando troppo?
A rileggerti con piacere.
Anna.
_________________ La felicità è come un battito d'ali, si ha giusto il tempo d'accorgersene...
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