Per festeggiare un anno di attività A.S.I.MOV. organizza il concorso BUON A-ZINE. Il racconto più votato verrà pubblicato nel numero speciale dell'A-ZINE A.S.I.MOV. e distribuito in tutta Italia!
Ecco l'intervista ad A.S.I.MOV. dopo il Terzo raduno nazionale ad Agropoli (SA)
La mattina scesi dal pullman. Contemplai l’ordinata distesa d’acqua raccolta in vasche naturali, il tenero verde dei germogli, la calda nebbia a mezz’asta e esili palafitte come macchie sulla pelle chiara. L’orizzonte si perdeva in una gola profonda dove si incontravano le montagne. Non si sentiva una foglia e dentro di me ero stato accolto da un momento speciale dove, tra la quiete del movimento lento dell’acqua e la mia tumultuosa emozione, mi affidavo a questo quadro pulito. Non c’erano strade sul mio cammino, l’ultima che presi aveva valicato la realtà e mi immaginavo quella sensazione unica di camminare a piedi nudi sul muschio morbido e fresco. Tutto si intrecciava con ritmo in un gesto perpetuo antico, sempre uguale come le bisacce e i cappelli di questi piccoli uomini. Mi sembrava di mangiare questi spazi dal sapore selvatico, forte come la carne frollata. C’era un uomo davanti a me, mi guardava incuriosito, aveva delle collane di conchiglie e un elmo di paglia con un pennacchio rosso scuro. Indossava un kimono di iuta grezza e appoggiava la mano su una lunga scimitarra. Mi annusò con lo sguardo, girai il verso delle mie mani e le congiunsi, un gesto molto bello che si usa per chiedere permesso. Come era difficile entrare nei panni degli altri, eppure c’erano dei momenti dove i pensieri andavano in un’unica direzione, come una conchiglia sotto il sole ci si apriva verso il mondo con le proprie fragilità e con quei difetti tanto amati. Mi fece cenno di seguirlo e camminammo insieme in equilibrio sui bordi dei campi di riso tra uno specchio d’acqua e l’altro. Il villaggio galleggiava sull’acqua ed un susseguirsi di passaggi obbligatori ci faceva svoltare ad ogni angolo, sembrava un labirinto intrecciato di vite ordinate. Ogni casa aveva la sua scala di corda, in alto c’era una botola che dava l’accesso al centro di una stanza. Su un’amaca una donna stava allattando un bimbo di poche settimane. Sentii grande unità tra di loro e il trascorrere insieme un evento semplice acquistava una sorta di potere intenso e profondo. Mi parlavano una lingua sconosciuta, fatta di suoni morbidi, sussurrati e sentivo il profumo dei fiori, dolce mistero dei nostri sensi. In un angolo, su un esile tavolo, c’era una pila di piatti di peltro sbreccati e un cubo di ghiaccio avvolto in un telo di iuta come un bene prezioso mutante. Dal soffitto pendevano drappi di colore: erano teli per asciugare il riso al sole. Ci accompagnò il rumore dell’acqua che scrosciava su pietre nere, levigando il tempo, sempre uguale, sempre diverso. Mangiammo in silenzio, alghe, pesce di fiume secco e riso. Un sapore vivo, intenso, da lasciar decantare in bocca. Guardavo questo piccolo essere perfetto dalla pelle morbida, mi sembrava una promessa per il mio domani, un segreto da protrarre per gli anni a venire, l’illusione di divenire immortale. Immaginai il suo modo indefinito di vedere il mondo, ombre sfuocate, colori mescolati, come quando si guardava sott’acqua. Ogni suo movimento sembrava essere un’esperienza nuova. Il suo modo di essere era indefinito ma perfetto allo stesso tempo; la sua mente pura era incontaminata. Si nutriva del frutto del seno, di linfa umana, racchiuso nella protezione istintiva di ogni uno di noi. Piangeva per chiedere o semplicemente per comunicare la sua esistenza.
Trovo il tuo modo di scrivere suggestivo, affascinante, coinvolgente.
Mi è sembrato di esserci in quello splendido angolo di paradiso orientale che hai descritto, così come mi sono lasciato coinvolgere dalle emozioni del protagonista...
Non sono un esperto, ma secondo me sei bravissimo a scrivere.
Ho apprezzato molto la chiarezza e la capacità di sintesi.
Al giorno d'oggi non sono apprezzate da tutti nel linguaggio, sia scritto che verbale.
Ti faccio i miei complimenti.
Alberto
_________________ Confidate nei sogni, perchè in essi si cela la porta dell'eternità.
(Kahlil Gibran)
Sym Grafomane
Registrato: Nov 29, 2007
Messaggi: 1266
Località: Conegliano Veneto (TV)
Inviato:
Ven Ott 24, 2008 6:22 pm
Qusta è leggerezza zen....
semplicità...essenza...
feng shui mentale..
delizioso ...
una bella atrmosfera kirei
un bel tratto pen
fine e raffinato.
Noblesse oblige.
Successivo Precedente Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum Non puoi rispondere ai Topic in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
A.S.I.MOV. Associazione Scrittori in Movimento - Codice Fiscale n. 91292760377 Tutti i testi pubblicati in questo sito sono di proprietà degli autori. Licenza
Amministratore Portale:Occhidadonna
si ringrazia Dolce per la realizzazione del logo dell'Associazione A.S.I.MOV. Engine PHP-Nuke - Powered by WL-Nuke