Per festeggiare un anno di attività A.S.I.MOV. organizza il concorso BUON A-ZINE. Il racconto più votato verrà pubblicato nel numero speciale dell'A-ZINE A.S.I.MOV. e distribuito in tutta Italia!
Ecco l'intervista ad A.S.I.MOV. dopo il Terzo raduno nazionale ad Agropoli (SA)
- Guarda questo! Non è bellissimo?
- A me piace questo.
- Lo sapevo! Guarda, non ti mettere strane idee in testa che questa collezione è strettamente personale. Piuttosto…
Erika si gettò sulle labbra di Matteo con foga, infilandogli la lingua nella gola.
- Erikaaaa! Tra poco si mangia! – urlò una voce dalla cucina.
- Arriviamo! – rispose lei dopo essersi staccata meccanicamente, lasciando gli ormoni di Matteo in subbuglio.
- Non che ci tenessi a farti venire a cena - disse lei sottovoce – ma sai, mio padre è così. Se esco con un ragazzo lo vuole conoscere. Mi tormenta!
- Nessun problema. E poi tuo padre sembra uno a posto, l’ho visto prima…
- Sì, poi alla fine… - Erika si avventò nuovamente su di lui, riprendendo il discorso. Lui partì al contrattacco, infilandole le mani sotto il maglione. Mentre stava per toccare il paradiso, Erika si ritrasse.
- Aspetta! Sei matto? Se entra mio padre è capace di farti a fettine! – disse lei, ricomponendosi.
Mentre Matteo si stava chiedendo in quale modo lecito avrebbe potuto calmare quel branco di rinoceronti scatenati da Erika, lei prese un altro pezzo dalla sua corposa collezione e glielo porse.
- Guarda qua! L’ultimo arrivato. Questo modello lo usano i paracadutisti, se spingi qua diventa un altimetro!
- Bello. Il cinturino poi è stupendo! – Matteo cercò di trovare da qualche parte un pò di interesse.
- E il tuo? Fa vedere! – Erika prese il polso di Matteo e lo tirò con forza verso di sé. Matteo sorrise.
L’irruenza di Erika non faceva altro che eccitarlo ancora di più.
- Ma questo è diverso da quello che avevi l’altro giorno.
- Si, l’ho comprato stamattina. E’ la prima volta che compro un orologio da sub – disse lui, che ben sapendo della passione di lei, si era premunito.
- Ma che colori! – disse lei, continuando a girare e rigirare il polso. Poi prese a baciargli l’avambraccio, il bicipite, via via salendo, fino al collo.
Quando fu il momento della bocca, arrivò il richiamo da dietro la porta.
- Ragazzi! E’ pronto!
- Veniamo subito! – e poi rivolta a Matteo, in un orecchio – dopo cena i miei vanno a letto presto. Restiamo a vedere la televisione sul divano…
Non fece tempo a finire la frase che prese il lobo dell’orecchio tra le labbra, sospirando. Matteo pensò che quella sarebbe stata la cena più lunga della sua vita.
Mano nella mano, arrivarono in sala, dove trovarono la tavola apparecchiata e si sedettero entrambi. Matteo notò che aveva la porta della sala alle spalle e la cosa lo metteva a disagio. Ma il pensiero del dopocena sovrastava tutto.
- Assaggia questo vino, lo fa mio nonno, è buonissimo – disse Erika, riempiendo il bicchiere di Matteo – non hai ne mai assaggiato uno così!
- Poco però - e si portò alla bocca il calice di cristallo. Il vino era molto forte e aveva un leggero sapore di mandorla che lo rendeva piacevole.
Chiacchierando con Erika, Matteo bevve gradualmente tutto il calice. Dopo qualche minuto, mentre si sedevano il fratello di Erika e la mamma, Matteo cominciò a sudare. Parlava e sudava.
Si rese conto che era meglio darsi una rinfrescata, ma le gambe non rispondevano. Fu preso dal panico.
- Erika, accompagnami al bagno. Sto male! – disse sottovoce.
- Non ti preoccupare, il vino è molto forte.
- Ma…
Svenne sulla sedia.
Il papà emerse dalla porta, con un contenitore in mano.
- Prima io – disse Erika, aprendo il contenitore.
Estrasse una mannaia e prese il braccio di Matteo. Lo posò sul tavolo e lo tranciò di netto.
- Quest’orologio mancava proprio, alla mia collezione! – disse trionfante, mentre il papà, con un taglio da chirurgo, staccò di netto la testa di Matteo e la porse alla moglie, per la cena.
N.B Questo racconto è di proprietà del leggittimo autore, pubblicato in questo forum in licenza creative commons.
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Sab Ago 09, 2008 11:17 pm
Summer story
Sulla spiaggia scendono sconosciuti, si stendono su salviette sotto sole scottante.
Scapoli sfiorano, sbaciucchiandole, sinuose signorine. Smak, smak!
Sbarbatelli succhiano sorbetti, sbrodolandosi. Slurp, slurp!
Signore si spalmano solari schiumosi, sollevandosi slip sul sedere scoperto. Salute!
Surfista sfreccia sul surf (sfff!), sfoderando sorrisi suadenti. Super !
Sommozzatori scendono sotto. Spash! Sabbia sfrigola sotto sole. Sfrrr!
Senegalese spaccia similoro splendenti, strillando, signorine si spintonano su sciocchezze sparse su salvietta srotolata: sollevano spille, scarpette, slip, scatoline, scialletti.
Signore spendono sconclusionatamente sacco soldi; sposi svenati strepitano su spose sprovvedute spendaccione. Senegalese sorride soddisfatto. Smile!
Sorvegliante spiaggia sembra super-eroe scultoreo: sfoggia se stesso, salutando straniere (salve!), scagliando sguardi seducenti su signore, signorine spensierate, sposta serie salvagente.
Spacciatori sciorinano susine succulente, strillando: “Susine succose saporite! Saggiate, saggiate susine sugose! Susine stupende!”
Stranieri si sparpagliano saltellando sulla spiaggia soleggiata, stringendo signorine snelle, sbiadite, scottate, spelacchiate.
Scendono sulla spiaggia sventole sfoggianti seno siliconato, supermaggiorate strepitose, sbalordendo signorini sbarbatelli super-eccitati. Signorini si sfrenano, sospirano spasimando. Soffrono!
Signor Simone sviene (sbang!) strabuzzando su super sedere sodo, spesso, semplice, spontaneo, sincero, schietto (senza silicone). Simone sembra sognatore stralunato, stregato. Sospira sedotto, sgrana sguardo scioccato. Sua sposa, sora Sofia, si stizzisce (sgunt!), suonandogli schiaffi sonori (slbeng, slbong!).
Si sollevano schiamazzi, sorrisi: signorini si spintonano, sghignazzando (sgsgsgsgsg!). Si sganasciano (sgsgsgs), si scompisciano (scscscscpiscpisc), si smascellano (smascsmasc), sbellicandosi.
Signor Simone sconvolto subisce silenziosamente (shhh!) scapaccioni, scappellotti, sganascioni, schiaffoni, scoppole.
Sora Sofia sembra schiaffeggiatrice scelta, specializzata suonatrice super sberle sonanti, srotolanti, svolazzanti.
Scuote, sbatte, sbatacchia, squassa, sconquassa. Spank, spunk!
Spacca sassi, scompiglia salviette, scombina stranieri, scombussola Senegalese stupito, stravolge spille, scarpette, slip, schiaccia susine, solleva sabbia, sgrida spacciatori, scaraventa sorbetti, spintonando sbarbatelli smoccolanti, spinge su spiaggia sfigurato suo sposo.
Strattona signore, sbatacchia solari, surf, surfista. Scansa sorvegliante spiaggia.
Signor Simone si solleva stupefatto, scappa. Sora Sofia, segue, sembra segugio sanguinario, strega satanassa, si schiaffa su signor Simone spintonandolo sempre su sabbia. Signor Simone scapicolla. Subito signorini soccorrono signor Simone sputante sangue, si stipano, si schierano stretti stretti. Sora Sofia strilla. Sbraita, strepita. Signor Simone stravolto, stranito, scosso, sta silenzioso.
Singhiozza. Sob, sob!
Sora Sofia si scioglie, stringe sul seno suo sposo spaventato.
Si sbaciucchiano, stringendosi stretti stretti.
Sulla spiaggia, sconosciuti, stranieri, Senegalese, spacciatori susine, signore, surfista, signorine, sbarbatelli, signori, sommozzatori, signorini sono sorridenti, sviolinano su sposi, sora Sofia signor Simone, sorprendentemente sereni, sorridenti.
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Ven e Liù
Non sono italiano, vengo dalla Danimarca, ma non ho problemi con l'italiano e comunque il mio più caro amico abita a bologna e io vivevo assieme a lui. La mia storia d'amore è incominciata alcuni anni fa sulla Riviera romagnola, esattamente a Cattolica. Era un martedì mattina; la notte precedente un violentissimo temporale si scatenò su tutta la zona fino al mattino. Il numero di bagnanti era scarsissimo, ma comunque il mio più caro amico mi portò a fare una splendida passeggiata. In un pezzettino di spiaggia libera i miei occhi incrociarono gli sguardi dolcissimi di Liù. Eravamo entrambi di fronte ai nostri più cari amici, ma chiedemmo loro di lasciarci appartati. Ci sedemmo uno accanto all'altra e cominciammo a parlarci. Io non avevo problemi; certo il mio amico del cuore lo amavo tantissimo e lo coccolavo, vivevamo una storia meravigliosa, ma mi mancava l'anima gemella.
Ne ero sicuro: Liù era la mia compagna ideale. Però non si può dire che avessi dei problemi. Liù, sì, che li aveva, e anche drammatici. Era nata e sempre vissuta a Modena, e all'età di 3 anni (!!), colui il quale lei riteneva un ragazzino tranquillo, le usò violenza. Scappò da casa ed incontrò una famiglia che le diede dolcezza e affetto, e mi aveva detto che anche lei era alla ricerca dell'anima gemella.Da quel giorno io e Liù ci siamo sempre visti e ci siamo giurati eterno amore. L'idea di dover ripartire per Bologna non mi attirava; anche perché raggiungere Modena per andarla a trovare era improbo: troppo distanti, le due città, per me e lei.
Allora abbiamo fatto una riunione: io, Giorgio (il mio amatissimo - resta tale - amico), Liù e il suo caro Attilio;
abbiamo fatto capire loro, senza tanti giri di parole, che io e Liù non saremmo mai partiti per le nostre rispettive
città, e saremmo restati a Cattolica, vivendo insieme per sempre. Per fortuna, Attilio e Giorgio capirono, e noi li ringraziammo con un grosso bacio. Comunque tutte le estati tornano a trovarci. Il 14 luglio abbiamo festeggiato i cinque anni di matrimonio.
Firmato: Ven (il sottoscritto) di razza danese, e Liù, la più dolce cagnetta al mondo, che è una beagle.
PS: Visto, amati lettori umani, che i nostri matrimoni misti tra cani resistono molto di più dei vostri e non creano problemi?
Mia moglie Liù mi ha detto adesso che vuole dare un grosso bacio a Corto. Da parte mia, a lui, un'amichevole
stretta di zampa.
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Lun Ago 25, 2008 4:35 am
Il racconto vincitore è "Orologi" di Pier Paolo Mattei (Kiwi65)
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