Sul raduno è stato detto tutto, dal serio al faceto. E anche oltre, se possibile.
Da neofita però non posso evitare di essere scontata e monotona, condividendo con voi la meraviglia ed il piacere di avervi partecipato.
Non ero mossa da effimeri o concreti sogni letterari, né sarcasticamente pronta a confermare giudizi preconcetti.
Semplicemente desideravo associare dei volti agli artefici di quegli scritti che mi avevano emozionata e con i quali, per poco o tanto che fosse stato, avevo condiviso una parte di me stessa.
Non riponevo grandi aspettative nell’evento. Di qui la meraviglia. Per aver trovato assolutamente naturale parlare dalle cose più stupide a quelle più serie con persone che non avevo mai visto prima. Di più. Per aver trovato immediatamente con alcune di loro una immediata empatia tale da trasfigurare la conoscenza novella in intimità perenne.
Ho ascoltato le speranze di giovani sogni da realizzare per cacciare lontano realtà non appaganti, ho letto la dolcezza di certi sguardi e raccolto in silenzio piccoli dolori taciuti. Ho gioito dell’euforia di alcuni traguardi raggiunti e riso dell’allegria dilagante, nient’affatto fittizia.
Ma, soprattutto, ho raccolto l’amicizia di chi ha avuto la bontà di porgermela, nell’assoluta convinzione che non ci si trova mai per caso.
Perciò, grazie di cuore, nuovi vecchi amici.
di Picchio1965