Il resoconto di Pensierivelati, da un nastro d’asfalto picchettato di bianco, direzione Bologna .
Bologna per chi non c'era di Pensierivelati
Il resoconto di Pensierivelati, da un nastro d’asfalto picchettato di bianco, direzione Bologna .
10/07/2007
Raduno di Bologna
Sabato 07/07/07 – Partenza
Ore 11,45 lascio mio marito, i 4 gattini più la loro mamma e la mamma della mamma…tutti allineati sul terrazzo, con la testina infilata nella ringhiera, come per darmi il saluto. Entro nell’auto che sta sul parcheggio in pieno sole, apro il bagagliaio, depongo la valigia, entro in auto, mi siedo, infernale, bruciaaa! Apro i finestrini, il tetto, cerco di fare manovra pur avendo lo sterzo che brucia, saluto mio marito dal finestrino, un colpo di claxon e dopo un saluto con la mano…parto! Meta: Bologna, so che devo fare circa 400km, il sole batte forte attraverso i vetri tinti del tetto aperto a metà. Dopo una gincana tra i bagnanti che, stanchi rientrano per il pranzo, rallentando il traffico con la loro tranquillità nel passo. Costeggio il mare dalla Via Aurelia, per raggiungere l’ingresso dell’autostrada, dopo 15 minuti, finalmente ci sono…Accendo la radio per le notizie sul traffico, poi metto un cd di Gerchwin e sulle note di “Rhapsody in blue”… mi sembra di volare. Il vento entra dal finestrino fa un giro nell’abitacolo e fuoriesce dall’altro portandosi via il caldo e le note…Sono sui ponti dell’autostrada dei fiori, il mare azzurro si apre davanti ai miei occhi all’uscita di un tunnel, vedo il primo cartello che indica Genova poi arrivo allo svincolo per Milano Alessandria, giro e lascio dietro di me il mare per le montagne e tante altre gallerie. Il nastro d’asfalto picchettato di bianco sfugge sotto le ruote della mia piccola auto…i chilometri si riducono man mano che avanzo, il caldo è insistente sono sotto il ponte che indica il 45° parallelo. Il viaggio continua tranquillamente nonostante il traffico. Un olezzo disgustoso invade l’abitacolo, proviene dalle stalle dei casali disseminati nei campi che costeggiano l’autostrada prima di giungere Modena.
Un colpo di telefono all’organizzatore, Paolo, per le ultime informazioni …sono all’uscita dell’autostrada, dopo un breve chiarimento con la signorina dell’hotel impronto la strada che mi è stata appena indicata, arrivo all’hotel dopo essermi fatta fotografare, per infrazione al codice stradale, per avere improntato una strada preferenziale, ma non fa nulla, dovevo fare un giro che mi avrebbe portato lontana dal punto d’arrivo, che era lì a trecento metri da me, il caldo continuava ad incalzare, ed erano passate quattro ore dalla mia partenza. Arrivo nel parcheggio dell’albergo, sono accolta da una signorina sorridente ed ospitale che mi fa strada, porgo lei il mio passaporto, firmo un do*****ento e poi mi accompagna alla camera e mi augura un buon soggiorno. Dopo essermi rinfrescata, mi riposo un po’ e dopo un’oretta mi preparo per andare da Paolo e la moglie, col quale ho scambiato due parole al telefono per le indicazioni del luogo in cui raggiungerli. Alle 18,30 Paolo e sua moglie stavano sul balcone primo piano sorridenti, ci salutiamo, mi aprono il cancello poi la porta e infine trovo sull’uscio di casa: Ida, la moglie di Paolo che con un sorriso dolce mi accoglie facendomi strada, infine ecco Paolo, sorridente mi saluta con un fraterno abbraccio, come due vecchi amici di cordata, d’aspetto positivo, anche se il suo viso è scarno, differente da quello che mi mostra sulle sue foto di un anno precedente. Seduto sulla sua amica sedia, mi mostra che può solo alzarsi poggiando le due mani sui braccioli, è tutto quello che può fare, le gambe ancora non può muoverle, ma fiducioso e pieno di tanta forza interna, sorride e sa che potrà farcela, basta armarsi di tanta volontà e voglia di vivere, poi si siede e mentre discutiamo, arriva Fiore e suo marito, anche loro contenti dell’incontro realizzato, due simpaticissime persone, iniziamo a vedere le foto dell’ultimo viaggio di Paolo e sua moglie in Norvegia, quando, sulla foto del sole di mezzanotte…suonano alla porta, questa volta era giunto Damiano, un grande sorriso a tutti, la gioia d’incontrarsi, di vedersi tutti in viso, strette di mano e Paolo contento, con gli occhi lucidi per l’emozione, con la stessa intensità che ha un bambino quando, riceve i regali per il suo compleanno, discorre con allegria un po’ con tutti. Si continua a discutere in attesa degli altri… Drin, Drin, ed ecco che arriva Milena, sorridente tutto pepe, con due bellissime adolescenti, le sue figlie, il marito ed un amico, a Milena, segue Undicesimo, un personaggio, simpatico e disponibile, sempre con la battuta pronta per farci sorridere. Paolo sempre più felice. Era giunta l’ora di andare a cena, tutto si svolge in poco tempo la sua sedia a rotelle, si trasforma in portantina, presa da due persone è sollevata da terra, per sormontare quegli ostacoli definiti: barriere architettoniche “scale”, ed ecco che si ritrova all’aria aperta. C’incamminiamo per raggiungere il ristorante, che dista a poche centinaia di metri dall’abitazione di Paolo. Una volta giunti e dopo una breve attesa, ci accomodiamo, Paolo ha il suo posto in testa al tavolo alla sua destra: Ida, sua moglie, discreta e dolce, alla sua sinistra Fiore e suo marito, poi io, poi Damiano, poi il marito di Milena in testa al tavolo di fronte a Paolo, l’amico di famiglia di Milena, dall’altro lato di fronte a me, siede Milena, Undicesimo, le due figlie di Milena. La cena ha inizio, una cena che si è svolta all’insegna del buonumore che si è protratta per diverse ore mantenendo lo stesso tono di cordialità. Abbiamo accompagnato Paolo e la moglie a casa, il quale afferma che, era tanto tempo che non restava sveglio ad un’ora così tardiva, ci siamo salutati poi ci siamo dati appuntamento per l’indomani mattina, ognuno ha preso la propria auto per fare ritorno in albergo, e devo ammettere che avrei preferito evitare un’altra foto ricordo, ma non mi è stato possibile la mia voglia di lasciare le tracce del mio passaggio è stata troppo forte, infatti…
Seguivo Fiore per vedere se arrivavamo ad evitare la fotocamera e rientrare discretamente, …purtroppo, per un mio dubbio ho svoltato istintivamente a destra e mi sono ritrovata sulla stessa strada da sola, allora ho ripercorso lo stesso tragitto che avevo fatto due minuti prima ed ho pensato di procedere continuando, per trovare uno sbocco sulla strada che conduceva all’albergo. Inutile rilevare che, tutto era a senso unico, allora gira e rigira per non perdermi, tutto prosegue bene, ma non c’era uno sbocco, se non altro che sulla corsia preferenziale, infernale...ebbene sì, la foto l’ho fatta per la seconda volta. Ho raggiunto il parcheggio dell’albergo e lì, ho trovato Fiore col marito, che s’inquietava della mia sparizione e pronta a dare l’allarme. Dopo essermi spiegata e averli rassicurati, siamo andati finalmente a dormire. “Notte, notte a domani”! Credete che sia finita? No, entro in camera il caldo è infernale, apro le finestre, l’aria della sera più fresca col caldo interno, possono causare uno scontro termico quasi da temporale, così, accendo il ventilatore mi metto a letto, leggo, mi giro e mi rigiro, nulla, il sonno non viene, leggo ancora un po’, poi guardo la tv, cerco di prendere sonno spengo la luce e la TV così… mi addormento, sono le 2,30…alle 3,30 sono sveglia, il caldo non mi lascia dormire, mi metto a leggere, poi spengo la luce ho gli occhi stanchi, sono le 4,00 mi addormento, sono le 5,00 mi sveglio. Finalmente alle 7,00 mi alzo faccio una doccia e mi preparo, rifaccio la valigia raccolgo le mie cose, faccio qualche telefonata e poi mi decido di lasciare la camera. Vado alla reception chiedo il conto e vado a posare il mio bagaglio in auto. Incontro Fiore con il marito che rientravano da una mini escursione fatta in centro città. Arriva Milena, ci salutiamo, prende alcune informazioni riguardo al ristorante e ci lascia per andare a fare un giro al centro. Nel frattempo bevo un succo di frutta, poiché non faccio colazione, Fiore e il marito restano con me perché attendiamo Dickwoolf e la sorpresa, che arrivano dopo circa due ore, nel frattempo, Fiore ha fatto almeno una decina di telefonate tra Paolo e Undicesimo per organizzarci ed andare a prendere Remote, Taxidriver, occhidadonna, Manuela, Amelie, Saseko, alla stazione, la cosa buffa, ogni volta che Fiore parlava al telefono con Paolo ripeteva i nomi così come sopra elencati ed il cameriere che si trovava non lontano, ci guardava in modo strano…Nel frattempo, ci siamo organizzati in modo che nessuno restasse a terra visto che il minibus non poteva più andare alla stazione, così Undicesimo in maglietta bianca e jeans cerca di farsi riconoscere in stazione. Noi tre siamo usciti fuori, davanti all’albergo c’era un’auto parcheggiata, due ragazze e un ragazzo parlano e ci guardano, una di loro dopo un momento c’interpella, Fiore avanza verso loro e dice: “Ma forse”…e poi ci siamo capiti, era Jean, Myra e un amico, dopo neppure cinque minuti arriva Damiano con due ragazze... Dickwoolf e la sorpresa, Christat, ci salutano, quattro chiacchiere e ci avviamo con le tre auto alla stazione dove ci aspettava undicesimo con il resto dei partecipanti. Non sapevamo dov’era la stazione, Fiore con il marito programmano sul navigatore satellitare l’itinerario per la stazione, che purtroppo non li collega, ci avviamo, domando a qualcuno che, c’indica di fare un giro e rivenire sulla famosa preferenziale a scatto fotografico facile, e no, grazie e taglio per una strada sulla sinistra, ci ritroviamo in una strada pur non sapendo dove ci portava, per fortuna era la buona direzione, il navigatore si era collegato così abbiamo proseguito nella stessa direzione, Fiore prende la testa del piccolo drappello, che nel frattempo si era ridotto, dell’auto con a bordo Jean ed il restante della comitiva, non ci seguivano più. Arriviamo in stazione e là, c’erano tutti o quasi…ci siamo salutati, ogni buon giorno era una scoperta, tutti i nick avevano un viso, ed in più c’era anche un ospite carinissimo, un cagnolino, quello di occhidadonna. Tutti a bordo, undicesimo davanti, io dietro, dietro me Jean che erano arrivati anche loro, poi fiore e si parte per il ristorante. Percorriamo un 7 chilometri ed arriviamo al Gabbiano…là, c’erano Paolo e la moglie, con Lalla12 e il suo compagno Giuseppe, Iarrera con il suo amico regista Merli, c’è Bab, Milena e il resto della famiglia, amici degli amici e così via… Siamo tutti a tavola dove ognuno filma, chi chiacchiera, chi scatta foto, insomma è la festa. Ritrovarsi con tutti è bello quanto emozionante, vedevo tanti visi, che fino a pochi minuti prima non avevo neppure una idea di come fossero…ed ora erano lì a chiacchierare, a ridere e scherzare come se ci fossimo sempre conosciuti, anche se da qualche mese ci conosciamo attraverso gli scritti. Erano diventati reali con un’identità . Poi tutti a tavola, seduti, gli antipasti arrivano: misto d'affettati, caponata, peperoni in agrodolce, pizza. Iniziamo a servirci. Nell’intervallo cerchiamo di filmare, fotografare, si ride per delle situazioni che immaginavamo, neppure là avevamo mandato a spasso l’immaginazione. Ci siamo preoccupati per quelli che mancavano: Sweet, Aurora, Tatos, che non erano con noi, immaginavamo anche che potessero essere alla stazione ad aspettarci…e quello che ne sarebbe potuto scaturire…c’è chi si alza e viene a sedersi con noi, e noi facciamo lo stesso giriamo un po’ fra i tavoli, per scambiare quattro chiacchiere, e poterci conoscere. I primi piatti, sono seguiti agli antipasti, poi ancora pausa. Jean mi porta il cellulare, c’è Marco75 che si collega in video chiamata, anche lui è stato per un momento con noi, ci salutiamo e passo ad un'altra il cellulare perché così può vedere anche loro. I secondi arrivano, le carni miste cotte alla griglia e vari contorni fanno sedere ognuno al proprio posto. Io sono alla terza bottiglia, sì ma d’acqua.
Siamo al caffè. Ci sono i soci della fondazione ITACA che sono venuti ad invitarci per proseguire l’incontro nei loro locali…Tutti alla sede d' ITACA, che diventa per un momento la nostra isola, in cui Paolo fa gli onori di casa, contento più che mai, una partitina a calcetto per alcuni, altri chiacchierano in gruppetti, altri si preparano per la foto di gruppo. Ecco adesso tutti insiemi cerchiamo di stringerci perché tutti vengano sulla foto, ne facciamo più di una, io cambio posto soffoco dal caldo mi sposto sul lato, “sorridete prego” Click e siamo immortalati, ci vediamo subito sul pc, due vanno scartate subito. Eravamo venuti malissimo con occhi da film dell’orrore, la terza un po’ meno...Il tempo ci ha sorpreso e …dopo un po’ purtroppo, è giunta l’ora della partenza, tutti a salutarci dopo il discorso che ha tenuto il Presidente della Fondazione ITACA, il signor Andrea Fornè (che ringrazio in nome di tutti noi, per averci ospitato nella loro sede, profitto anche di ringraziare il proprietario del ristorante: “Il Gabbiano” che ci ha servito un pranzo con tanta cordialità ). Eh sì, ora via…ognuno a riprendere la strada del ritorno, con un po’ di tristezza velata, ma tanta gioia nel cuore d’avervi conosciuti, un saluto e ringraziamento a Paolo e Undicesimo per averci permesso d’incontrarci nella loro città. Mi resta solo da dire ciao a tutti, a Presto!
di Pensierivelati